Il 30% degli peruviani (8 milioni di persone) vive in Lima. La città è una distesa enorme che si perde a vista d'occhio, circondata dalle montagne e dal desierto polveroso e roccioso da un lado, dal mare dall'altro.
I referenti locali di due ONG del posto, mi spiegano come la città si sviluppa da nord a sud per 45 km, e da est a ovest per 30 km. L'espansione urbanistica degli ultimi 15 anni, è sostenuta da un'emigrazione di contadini dalle zone rurali verso la città, alla ricerca di migliori condizioni economiche e di vita.




I referenti locali di due ONG del posto, mi spiegano come la città si sviluppa da nord a sud per 45 km, e da est a ovest per 30 km. L'espansione urbanistica degli ultimi 15 anni, è sostenuta da un'emigrazione di contadini dalle zone rurali verso la città, alla ricerca di migliori condizioni economiche e di vita.
Il settore immobiliare, in forte espansione anche grazie al sostegno governativo (esclusivamente) sul lato dell'offerta, genera conflitti sociali, perdita di suolo e degrado ambientale ad un ritmo incalzante...
Vengo condotto verso la zona nord della città, dove vivono oltre due milioni di abitanti (75% vive in condizioni di estrema povertà, senza accesso all'acqua potabile e ai servizi igienici base), nell'area di urbanizzazione "non consolidata" ovvero, nel nostro immaginario collettivo, in una favela...
Il paesaggio alterna case improvvisate abbarbicate su una roccia estremamente instabile e pericolosa (frequenti sono le frane in cui interi quartieri si schiatano al suolo con un effetto domino),
ad aree una volta rurali, ora adibite a cantieri in cui padri di famiglia - dopo aver venduto per pochi dollari il proprio terreno - si dedicano insieme alla propria prole alla fabbricazione di mattoni per le imprese del settore di punta...quello delle costruzioni.
Canalizzazioni fognarie a cielo aperto, improvvisate ed incontrollate, costituiscono il collegamento costante e serpeggiante di raccordo fra i diversi quartieri.
Incontro rappresentanze di cittadini, solitamente gruppi informali auto-organizzati che cercano di far valere i propri diritti (alla casa, all'acqua potabile, alla fogna, all'istruzione elementare per i prori figli, ad un lavoro dignitoso), che mi raccontano con sguardi di speranza la loro vita e la loro battaglia contro la povertà...Io, mi sento impotente di fronte a me stesso.
Nei giorni seguenti, sulla porta d'Ingresso di una Università trovo un messaggio che mi ridà la forza e la voglia di tentare...